WUSHU KUNG FU - L'ETICA MARZIALE |
CERCA DI SVILUPPARE LE 10 VIRTU’ E DI COMPRENDERNE L’ESSENZA. ETICA MARZIALE - WUDE Nella cultura tradizionale cinese è sempre stata molto importante la questione morale e il rispetto delle regole comportamentali, in particolar modo nelle arti da combattimento e di quelle della guerra.
LE 10 VIRTÙ MARZIALI DEL WUSHU KUNG FU Le dieci virtù dell’ etica marziale possono essere suddivise in cinque virtù esterne e cinque virtù interne. Le prime cinque virtù riguardano l'azione, mentre le successive riguardano il pensiero, cioè l'interiorità e la spiritualità del praticante di wushu kung fu. L’ Umiltà, è considerata in assoluto la prima delle cinque virtù esterne.
Il Rispetto, la seconda virtù. Dal quale si può arguire il rapporto che una persona ha con se stessa. Chi non ha rispetto degli altri non ne ha neppure per se stesso, non riesce a stimare correttamente la propria persona e, quindi, difficilmente riuscirà a stabilire dei rapporti equilibrati con gli altri. Il rispetto si esercita non solo verso le persone alle quali dobbiamo qualcosa i genitori che ci hanno dato la vita, gli insegnanti che ci hanno dato un certo tipo di conoscenza, gli amici che ci onorano della
La Rettitudine, la terza virtù. Il comportarsi in modo giusto, che potremmo definire anche come coerenza con i propri principi, è uno stile di vita. La rettitudine richiede che una persona abbia le idee chiare su ciò che è giusto e ciò che non lo è, ed è basata comunque anche sull'umiltà e sul rispetto degli altri. Per spiegarci semplicemente, quando una persona «retta» giudica che una cosa dev'essere fatta, la fa, e quando vede una cosa che non deve essere fatta, evita di farsi coinvolgere. In questo modo, nella persona che si fa guidare dalla razionalità e dalla chiarezza di mente, piuttosto che dalle emozioni, non c'è posto il senso di colpa o il rimorso. Inoltre, chi non si fa influenzare dagli avvenimenti esterni e sa evitare le influenze negative degli altri, si guadagnerà la stima e il rispetto di tutti.
La Fiducia, la quarta virtù, che bisogna ispirare agli altri per esempio, mantenendo la parola data, quando si è promesso qualcosa - ma che si deve avere anche in se stessi; ciò che è alla base dell'autostima. Quando i tempi si fanno difficili, se una personalità non è ben consolidata e non ha piena fiducia in sé, nel momento cruciale gli mancherà la terra sotto i piedi. La fiducia in se stessi va acquisita e va dimostrata agli altri, perché solo in questo modo ci si guadagna il loro rispetto e la loro fiducia. L'amicizia nasce dalla fiducia reciproca ed è un rapporto che si costruisce lentamente, ma può finire in un attimo. Per questo sono necessari rispetto e fiducia da entrambe le parti.
La Lealtà, la quinta virtù. La fiducia nasce dalla lealtà reciproca, sia con gli amici sia con i parenti. Nelle arti marziali la lealtà (che potremmo chiamare anche onestà) è ancora più importante, perché su questa base nasce il rapporto tra l'insegnante e allievo. Secondo i classici, l'obbedienza verso il maestro è il fondamento irrinunciabile per l'apprendimento. Ci si deve spogliare di ogni falsa dignità e accettare sia mentalmente sia spiritualmente di dargli completa fiducia. Questo - sia detto per inciso - non significa abbandonarsi al maestro con atteggiamento remissivo e accettare passivamente qualunque cosa da lui provenga; significa piuttosto essere critici, avere le proprie idee, ma accettare l'insegnante e i suoi principi, seguirli onestamente e lealmente, fino al momento in cui ci saranno ragioni abbastanza valide per andarsene o per restare. Una persona leale non crede a tutti, ma è una persona a cui tutti credono. Lealtà significa non portare maschere e non mentire a sé e agli altri.
La prima fra queste virtù è la volontà. «Se l'uomo è una barca, la volontà e il suo remo», dice il saggio. Ma la volontà dev'essere seguita dalla pazienza, che insegna a ridimensionare i problemi e a trovare la forza in se stessi per fare piccoli passi ogni giorno. Pian piano subentrano la perseveranza e la resistenza, che insegnano ad andare avanti quando ormai si è logori e sfiniti. Se anche questa qualità è stata sviluppata, a un certo punto i risultati saranno visibili e allora la confidenza in noi stessi consentirà la nascita del coraggio, l'ultima delle cinque virtù «interne» del Wude. «Coraggio» significa a questo punto che la volontà non è più «debole», fatta solo per spingere avanti il carro della nostra esistenza, ma è diventata «forte», al punto da trainare il proprio carro e da guidare quelli degli altri. In sintesi, Wude e Kung fu, owero etica e arte marziale vanno di pari passo. Man mano che una persona cresce nelle arti marziali, allo stesso modo cresce la sua capacità di analizzare, capire e comportarsi in modo nuovo nella vita, sia nelle avversità sia nei momenti sereni. «Chi conquista gli uomini è forte, chi conquista se stesso è potente. Chi conosce gli altri è intelligente, ma chi conosce se stesso è saggio.» |