WUSHU KUNG FU - L'ETICA MARZIALE


UN VERO PRATICANTE DI WUSHU KUNG FU  SI COMPORTA CON ETICA MARZIALE 

CERCA DI SVILUPPARE  LE 10 VIRTU’  E DI COMPRENDERNE L’ESSENZA.
                                                                                                           M° Gianni Mattei

ETICA MARZIALE - WUDE

Nella cultura tradizionale cinese è sempre stata molto importante la questione morale e il rispetto delle regole comportamentali, in particolar modo nelle arti da combattimento e di quelle della guerra.
Già nel 500 a.C. uno dei più famosi filosofi cinesi “ Confucio ” metteva in luce la straordinaria diversità della figura dell’uomo normale con quella dell’uomo virtuoso.
Oggi la dottrina confuciana è ancora alla base della morale dei popoli estremorientali dove le due virtù fondamentali che fanno l'uomo superiore sono: l'umanità e la rettitudine.
Nella lingua cinese l'ideogramma della sensibilità umana spiega l'impulso ad amare gli altri, ad immedesimarsi in loro, in stretta analogia con l'insegnamento cristiano dell'« Ama il prossimo tuo come tè stesso »; la seconda virtù, la dirittura del carattere, parla invece del retto comportamento che ogni circostanza richiede.
Su queste basi nasce in Cina l’ Etica marziale tradotta con il termine Wude, dove sono presenti termini di autodisciplina, educazione, rispetto, lealtà e onore.
Un presupposto importante per una convivenza profonda tra maestro e discepolo, per una trasmissione integrale dell'insegnamento di un'arte marziale consiste nella corretta dedizione dell'allievo verso l'insegnante e nella sua qualità morale. Una buona etica, una condotta giusta e vigile rappresentano quell'abilità costruita sull'esperienza fatta di attenzione, sensibilità, comprensione, adattamento e decisione che sono richieste nell'arte marziale a un alto livello.

 

 

LE  10 VIRTÙ MARZIALI DEL WUSHU KUNG FU

Le dieci virtù dell’ etica marziale possono essere suddivise in cinque virtù esterne e cinque virtù interne. Le prime cinque virtù riguardano l'azione, mentre le successive riguardano il pensiero, cioè l'interiorità e la spiritualità del praticante di wushu kung fu.             

L’ Umiltàè considerata in assoluto la prima delle cinque virtù esterne.
Essere umili si intende la capacità di mantenere un comportamento di alta disponibilità verso tutti, attraverso il controllo del proprio orgoglio, perché la conoscenza non ha limiti e in quanto è saggio rimanere  sempre in una condizione di apertura al dialogo.
Confucio stesso diceva che di tré individui che passano vicino, sicuramente uno di loro sarebbe potuto essere suo maestro.
Colui che sa non ha bisogno di mettere in mostra il proprio sapere o di vantarsene, mentre chi sa poco, per insicurezza, sente il bisogno di darsi grandi arie.
Nella tradizione cinese a questo alludono due proverbi: «Più la canna di bambù cresce alta, più si piega», e «Una goccia d'acqua in un secchio vuoto provoca un grande rumore, una goccia in un secchio pieno non fa rumore».

 

Il Rispetto, la seconda virtù. Dal quale si può arguire il rapporto che una persona ha con se stessa. Chi non ha rispetto degli altri non ne ha neppure per se stesso, non riesce a stimare correttamente la propria persona e, quindi, difficilmente riuscirà a stabilire dei rapporti equilibrati con gli altri. Il rispetto si esercita non solo verso le persone alle quali dobbiamo qualcosa i genitori che ci hanno dato la vita, gli insegnanti che  ci hanno dato un certo tipo di conoscenza, gli amici che ci onorano della
loro disponibilità), ma, come si è detto, anche verso se stessi, perché chi non rispetta se stesso - anche nelle proprie debolezze – difficilmente  rispetterà gli altri quando manifesteranno le loro.

 

La Rettitudinela terza virtù. Il comportarsi in modo giusto, che potremmo definire anche come coerenza con i propri principi, è uno stile di vita. La rettitudine richiede che una persona abbia le idee chiare su ciò che è giusto e ciò che non lo è, ed è basata comunque anche sull'umiltà e sul rispetto degli altri. Per spiegarci semplicemente, quando una persona «retta» giudica che una cosa dev'essere fatta, la fa, e quando vede una cosa che non deve essere fatta, evita di farsi coinvolgere. In questo modo, nella persona che si fa guidare dalla razionalità e dalla chiarezza di mente, piuttosto che dalle emozioni, non c'è posto il senso di colpa o il rimorso. Inoltre, chi non si fa influenzare dagli avvenimenti esterni e sa evitare le influenze negative degli altri, si guadagnerà la stima e il rispetto di tutti.

 

La Fiduciala quarta virtù, che bisogna ispirare agli altri per esempio, mantenendo la parola data, quando si è promesso qualcosa - ma che si deve avere anche in se stessi; ciò che è alla base dell'autostima. Quando i tempi si fanno difficili, se una personalità non è ben consolidata e non ha piena fiducia in sé, nel momento cruciale gli mancherà la terra sotto i piedi. La fiducia in se stessi va acquisita e va dimostrata agli altri, perché solo in questo modo ci si guadagna il loro rispetto e la loro fiducia. L'amicizia nasce dalla fiducia reciproca ed è un rapporto che si costruisce lentamente, ma può finire in un attimo. Per questo sono necessari rispetto e fiducia da entrambe le parti.

 

La Lealtà, la quinta virtù. La fiducia nasce dalla lealtà reciproca, sia con gli amici sia con i parenti. Nelle arti marziali la lealtà (che potremmo chiamare anche onestà) è ancora più importante, perché su questa base nasce il rapporto tra l'insegnante e allievo. Secondo i classici, l'obbedienza verso il maestro è il fondamento irrinunciabile per l'apprendimento. Ci si deve spogliare di ogni falsa dignità e accettare sia mentalmente sia spiritualmente di dargli completa fiducia. Questo - sia detto per inciso - non significa abbandonarsi al maestro con atteggiamento remissivo e accettare passivamente qualunque cosa da lui provenga; significa piuttosto essere critici, avere le proprie idee, ma accettare l'insegnante e i suoi principi, seguirli onestamente e lealmente, fino al momento in cui ci saranno ragioni abbastanza valide per andarsene o per restare. Una persona leale non crede a tutti, ma è una persona a cui tutti credono. Lealtà significa non portare maschere e non mentire a sé e agli altri.

 

La prima fra queste virtù è la volontà. «Se l'uomo è una barca, la volontà e il suo remo», dice il saggio. Ma la volontà dev'essere seguita dalla pazienza, che insegna a ridimensionare i problemi e a trovare la forza in se stessi per fare piccoli passi ogni giorno. Pian piano subentrano la perseveranza e la resistenza, che insegnano ad andare avanti quando ormai si è logori e sfiniti. Se anche questa qualità è stata sviluppata, a un certo punto i risultati saranno visibili e allora la confidenza in noi stessi consentirà la nascita del coraggio, l'ultima delle cinque virtù «interne» del Wude. «Coraggio» significa a questo punto che la volontà non è più «debole», fatta solo per spingere avanti il carro della nostra esistenza, ma è diventata «forte», al punto da trainare il proprio carro e da guidare quelli degli altri. In sintesi, Wude e Kung fu, owero etica e arte marziale vanno di pari passo. Man mano che una persona cresce nelle arti marziali, allo stesso modo cresce la sua capacità di analizzare, capire e comportarsi in modo nuovo nella vita, sia nelle avversità sia nei momenti sereni.

«Chi conquista gli uomini è forte, chi conquista se stesso è potente. Chi conosce gli altri è intelligente, ma chi conosce se stesso è saggio.»