IL TANG LANG QUAN TRA STORIA E LEGGENDA
 Traduzione a  cura del M°  Zhang Chun Li

 
Premessa:
Coerentemente a quando detto e scritto nel paragrafo riservato alle origini dello stile quella che sotto vi riportiamo è la versione sulla storia e la leggenda dello stile della Mantide Religiosa che i ricercatori della China – IWKA dopo alcuni anni hanno redatto in seguito ad uno studio approfondito ed un attento esame delle fonti in possesso, di date e luoghi storici, di manoscritti, libri ed articoli, avuti sia da famosi Maestri cinesi, nonchè dalla Yantai Mantis Boxing Research Institute, che sono sembrate le meno contrastanti e le più verosimili.
I ricercatori della nostra Accademia attualmente sono impegnati continuamente con tenace operosità nella ricerca di ulteriori dati e nuove altre fonti per cercare di ricostruire nei limiti del possibile la vera storia dello stile.

Storia e leggenda:

      La leggenda vuole che Wang Lang nacque nella cittadina di Jimo, distretto di Qingdao, situata sul mare nella Provincia dello Shandong e visse a cavallo tra la fine della dinastia Ming (1368-1644) e l’inizio della dinastia Qing ( 1644-1711 ).
 In Cina diversi praticanti e studiosi del wushu-gong fu tradizionale affermano che Wang Lang non era il suo vero nome e che originariamente si chiamava  Wang Wen Cheng. Da piccolo Wang Lang iniziò a studiare le arti marziali cinesi e probabilmente lo Shaolin con un maestro della sua città natia.
Crollata la dinastia Ming, Wang Lang, essendo un patriota, rimase molto ferito per non averlo impedito, cosi  pensò insieme al suo Shi Xiong ( fratello maggiore d’allenamento ) di radunare i migliori maestri di wushu-gong fu tradizionale dello Shandong per recarsi al  tempio di  Shaolin con un duplice obiettivo, il primo fu quello di aiutare il tempio a difendersi contro l’invasione dei mancesi, cercando di ripristinare la vecchia dinastia dei Ming, mentre il secondo invece fu quello di studiare e migliorare il suo livello di gong fu, dato che Shaolin era all’apice della sua fama.
Fu proprio durante questa atmosfera di guerra tra le due dinastie che all’ interno del tempio invece i vari maestri si scambiarono molti segreti e nuove tecniche di combattimento. Così anche il giovane Wang ebbe la possibilità di studiare le caratteristiche tecniche di nuovi stili di combattimento migliorando di molto il suo grado di gong fu rimanendo al tempio per circa tre anni.

 

Ma successivamente l’Imperatore mancese Kang Xin (Huang Di), della dinastia  dei Qing, ordinò all’esercito di marciare verso il tempio, accerchiarlo e bruciarlo. Il tempio infatti andò distrutto tra le fiamme, molti monaci morirono, altri riuscirono a scappare grazie anche all’abilità del fratello maggiore d’allenamento e di Wang Lang. Anche il maestro di  Wang Lang, ormai anziano, si trovava con loro al tempio e fu messo in salvo. Così per non farsi trovare dall’esercito della dinastia Qing, Wang Lang, il suo fratello maggiore di wushu, il loro Maestro e i monaci superstiti migrarono da una montagna all’altra passando dal monte Song alla montagna Wu Dang,  all’ Emei shan (montagna Emei), Kun Lun shan (montagna Kun Lun), Wu Tai Shan(montagna Wu Tai), Mao shan (montagna Mao), etc.
Dati i veloci spostamenti spesso non avevano ne dove riposare, ne dove approvvigionarsi, erano  molto stanchi e provati dal viaggio, tanto che il loro Maestro si ammalò gravemente. Per cui Wang e il suo fratello maggiore date le circostanze pensarono di ritornare alla loro vecchia casa di Lao Shan presso il distretto di Ji Mo (Qingdao). Ma arrivati a casa dopo poco tempo il loro maestro morì. Fu per questo motivo che subito dopo la morte del maestro, sia Wang Lang che il suo fratello maggiore, iniziarono ad allenarsi in maniera dura e diligente nel Wushu-Gong Fu.
Durante gli allenamenti spesso Wang Lang cercava di mettere a dura prova il suo grado di gong fu gareggiando contro il suo fratello maggiore, ma purtroppo l’incontro terminava sempre con una nuova sconfitta per il giovane Wang.

Da sottolineare che Wang non era un tipo tanto tranquillo, aveva un carattere esuberante, prepotente per cui era stanco e insoddisfatto delle continue sconfitte

WANG LANG IL CREATORE DELLO STILE

Il giovane Wang in un giorno d’estate, molto caldo, dopo un estenuante allenamento con il fratello maggiore, cercò di riposarsi un pò all’ombra di un albero. Quando all’improvviso fu attratto dal ronzio di una cicala, perché il suono emesso non era quello del suo canto abituale ma quello di un grido di sofferenza. Cosi sollevando la testa guardò sull’albero una mantide lottare contro una cicala. La mantide nonostante fosse più piccola di quest’ultima, i suoi movimenti erano cosi precisi e fulminei, che riuscì a sottometterla. Fu proprio durante questo combattimento che Wang Lang venne ispirato tanto che decise di volerla osservare a lungo. Decise cosi di catturare alcune mantidi  per studiarne il comportamento e la strategia di combattimento. Tornato a casa le rinchiuse in una gabbia per poterne giorno dopo giorno guardare il più piccolo dei movimenti sia del corpo che delle braccia. Infatti provocandole con un rametto ne studiò i principi, le caratteristiche e i movimenti migliori per poi allenarli. Wang Lang notò che nonostante la mantide si trovasse più volte in pericolo essa affrontò la cicala senza timore anzi era molto aggressiva nella sua difesa.
I suoi movimenti erano rapidi, corti nella difesa e lunghi nell’attacco, veloce nello schivare la sua avversaria e sensibilmente abile nell’uso della forza. La mantide sapeva sempre come difendersi, come e dove attaccare. Fu proprio nello stesso periodo in cui Wang Lang decise di introdurre nel suo gong fu le nuove tecniche della mantide che il suo fratello maggiore d’allenamento gli disse che doveva recarsi da un suo amico per innalzare il suo grado di abilità nelle arti marziali e che non sarebbe ritornato prima di due, tre anni.
Ma poco prima della partenza raccomandò al giovane Wang di allenarsi assiduamente e molto scrupolosamente perché al suo ritorno voleva guardare di buon occhio i risultati che avesse conseguito.
wang lang
Wang Lang
Cosi partito il suo fratello maggiore, Wang si mise subito a lavoro tanto che giorno dopo giorno , studiava le sue tecniche con profondità e meticolosità, spesso rifletteva, meditava sulle tecniche di combattimento cercando di perfezionarle.
Wang osservò a lungo il piccolo insetto riuscendo a estrapolare i 12 migliori movimenti
racchiudendoli per significato e forma in :       “ Shi Er Zi Tang Lang “
      ( Le dodici parole della mantide ) identificati con i seguenti nomi :
         « Gou -Lou-Cai-Gua, Diao, Jin, Beng, Ta, Zhan, Nian, Tie, Kao  »
Successivamente fuse l’essenza di 18 stili diversi tra cui: il luohan quan, il meihua quan, lo shaolin quan, il chang quan, qi xing quan, titang quan, tongbei quan etc. e li combinò insieme ai nuovi 12 particolari movimenti della mantide, iniziando cosi a gettare le basi di un nuovo stile, creando “ Tang Lang San Shou Zu He ”(le prime tecniche di combattimento del Tang Lang ). Si addestrava giorno e notte tanto che il suo gong fu ebbe rapidi progressi.
Dopo tre anni il suo fratello maggiore d’allenamento ritornò a Lao Shan, informando Wang Lang che la dinastia Qing non permetteva a loro né lo studio, né l’allenamento del gong fu e che per tanto non c’era  più speranza che la dinastia Ming potesse ritornare al potere.
Più tardi il fratello maggiore di Wang Lang ricordandosi di quello che gli aveva raccomandato prima di partire e volendo vedere i suoi progressi lo sfida in una gara di destrezza nel gong fu. Ma Wang Lang lo informa di stare attento alle sue nuove tecniche, infatti non  usò neanche tre movimenti che il fratello maggiore fu scaraventato a terra alla distanza di tre metri.
Wang per tre volte consecutivamente, con tecniche diverse, sconfisse il fratello maggiore, che  molto sorpreso  decise di guardare attentamente i suoi movimenti in quanto erano nuovi e lui non li aveva mai visti in altri stili di gong fu, perciò era molto ansioso di chiedere a Wang dove aveva studiato questo stile, il quale lo informò di come sia riuscito ad acquisire una tale maestria. Il fratello fu pieno di parole di ammirazione verso Wang ,tanto che da questo momento in poi loro due insieme esaminarono a fondo le nuove tecniche della mantide e poiché questo nuovo stile non aveva ancora un nome, decisero di chiamarlo con il nome dell’insetto“Tang Lang Quan”( Boxe della mantide ).
Ma Wang e il suo fratello maggiore si resero subito conto che lo stile mancava di velocità nella sua parte inferiore. Cosi successivamente Wang Lang ammirando la particolare velocità e leggerezza di spostamento delle scimmie, decise di adottare i passi di quest’ultime e di inserirli nello stile. Si racconta inoltre che in seguito Wang Lang formulò anche le sue prime due forme “Beng bu” , “Fan Che” ed altre, che spesso li racchiudeva anche sotto un’altra dicitura “Tang Lang Shi Ba Zou”.